Foto dei figli minori sui social: quando è lecito?

separazione foto figli sui social

Foto dei figli minori sui social? è sempre lecito pubblicarle?

Uno dei fenomeni più diffusi nell’era della condivisione digitale è rappresentato dalla pubblicazione da parte dei genitori delle foto dei propri figli minori sui social network.

La questione diventa particolarmente delicata quando i genitori si separano.

Tenuto conto che tale comportamento può assumere rilevanza giuridica non solo in relazione alla condotta in sé, ma anche nella valutazione del corretto esercizio della responsabilità genitoriale.

Nelle aule dei Tribunali di tutta Italia aumentano i casi portati all’attenzione dei giudici in merito alle condotte poste in essere da un genitore che condivide foto dei figli minori online, contro il consenso dell’altro.

Quando manca il consenso di entrambi i genitori alla pubblicazione devono infatti ritenersi violati i diritti all’immagine e alla riservatezza del bambino.

 

Sulla scorta di tali considerazioni, il Tribunale di Mantova nel 2017 ha confermato la natura pregiudizievole nei confronti del minore della condotta materna. Ordinando nel caso di specie al genitore di rimuovere le foto pubblicate e – per la prima volta – disponendo un divieto anche alla loro futura pubblicazione.

L’anno scorso il Tribunale di Roma ha alzato l’asticella, prevedendo in aggiunta il pagamento di una somma di denaro in caso di futura inottemperanza al disposto ordine di rimozione o al divieto di successive pubblicazioni di immagini.

Purtroppo, quando ci si separa, si sa, il conflitto tra i coniugi/conviventi è generalmente alto.

Se poi si aggiunge la presenza di un nuovo compagno o di una nuova compagna nella vita dell’ex, i rapporti possono diventare ancora più tesi se a pubblicare le foto del proprio figlio è il nuovo partner.

 

Pochi mesi fa il Tribunale di Rieti si è trovato a dirimere una controversia tra la nuova compagna del padre di due bambini e l’ex moglie, in quanto la prima era solita pubblicare sul suo profilo Facebook e su altri social network le foto dei figli minorenni degli ex coniugi.

La madre, in sede di divorzio congiunto, era stata previdente chiedendo l’inserimento tra le condizioni divorzili della seguente clausola “la pubblicazione di fotografie dei figli minori sui social network sarà consentita esclusivamente ai genitori e non a terze persone, salvo consenso congiunto di entrambi i genitori”.

Tuttavia ciò non era bastato a contenere le condotte della nuova compagna dell’ex marito. Di conseguenza è dovuto intervenire il Tribunale che ha disposto la rimozione delle immagini dei minori, inibito future pubblicazioni e condannato la nuova compagna al pagamento, in favore dei minori, di una somma di denaro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordine di rimozione nonché per ogni episodio di violazione dell’inibitoria.

 

Alla luce di queste pronunce, si comprende il delicato ruolo che assumono i genitori nei confronti dei figli minori dei quali è necessario garantire la salvaguardia del diritto all’identità, all’immagine nonché alla riservatezza dei dati personali.

 

I Tribunali confermano infatti che la pubblicazione delle foto dei figli rappresenta attività in sé pregiudizievole, in ragione delle caratteristiche proprie della rete internet.

L’inserimento di foto di minori sui social network determina, infatti, la diffusione di immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono utilizzare in maniera scorretta, financo illegale, i contenuti resi disponibili sul web.

Gli organi di polizia portano frequentemente all’attenzione pubblica le condotte di soggetti che “taggano” le foto online dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico.

Prima di condividere le foto dei figli sui social network è fondamentale che la scelta sia assunta responsabilmente tra i genitori, contemperando tutti gli interessi dei minori coinvolti.

Solo così si potranno prevenire future condotte pregiudizievoli in danno dei minori stessi attraverso un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.

CRC Lex Avv. Carlo Chauvenet

 

 

 

Avv. Carlo Rossi Chauvenet

Studio Legale CRCLex Padova-Milano

crclex.com

Dal 1982 ci occupiamo delle persone e dei loro diritti.

3 team specializzati per l’assistenza a famiglia, impresa, privacy ed Information Technology.

 

Co-genitori | La coordinazione genitoriale: un aiuto possibile

co-genitorialità

Può capitare che anche due genitori conviventi fatichino a comunicare.

Esperti professionisti ci insegnano come è possibile farlo come prerogativa perché la relazione rimanga viva.

Ma quando questa si rompe allora non ci si comunica più?

Se foste solamente degli adulti lascerei trovare a voi la risposta più appropriata ma se siete anche genitori, allora no, ciò non è accettabile, plausibile.

Ecco perché vorrei che sappiate che è possibile riattivare una comunicazione interrotta con l’intento di salvaguardare il benessere psicofisico dei figli riducendo la loro esposizione al conflitto.

Comunicare non come il puro “dire, far sapere” ma rendere partecipe l’altro per lo più di cose non materiali – pensieri, sentimenti, idee

La comunicazione porta con sé un bisogno di ascoltarsi ed ascoltare e questo richiede esercizio e fatica, che si può imparare approfondendo un percorso di coordinazione genitoriale.

Sarà più semplice grazie al metodo appreso prendere congiuntamente decisioni che riguardano i figli.

In situazioni di separazione e divorzio spesso comunicare può diventare molto difficile, a volte impossibile.

Sovente i co-genitori affermano di avere ogniuno le loro  “buone motivazioni”

ma quello che spesso succede è che si perda il focus e cioè che, volontariamente o meno, i figli siano inevitabilmente esposti al fuoco incrociato delle parti.

L’assenza di comunicazione non vuol dire non essere in conflitto

Più volte mi è stato detto di voler delegare unicamente ai legali ogni passaggio di informazione, questo comportamento espone ugualmente i figli a pressioni incrociate.

Dopo quindici anni di lavoro  svolti prevalentemente espletando mandati di valutazione per l’Autorità Minorile e Ordinaria, ho capito che non era più sufficiente, per me, aiutare i genitori altamente conflittuali utilizzando solo metodi conosciuti.

Motivo per cui che deciso di studiare e di continuare ad approfondire la coordinazione genitoriale

metodo per ora poco diffuso in Italia e talvolta erroneamente divulgato, e che può essere approfondito sul sito dell’Associazione Italiana Coordinatori Genitoriali associazione desiderata e voluta da me e altri colleghi per creare in Italia uno spazio di pensiero e azione.

La coordinazione genitoriale è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie centrato sul minore.

È rivolta a genitori la cui perdurante elevata conflittualità costituisce un rischio evolutivo per i figli.

Essa prevede che un terzo imparziale, professionista, adeguatamente formato, aiuti i genitori altamente conflittuali a mettere in pratica la bigenitorialità attraverso l’implementazione e il mantenimento delle decisioni già assunte dall’Autorità Giudiziaria e di quelle che saranno prese all’interno del processo di Co.Ge.

Il Coordinatore Genitoriale, previo consenso dei genitori, potrà suggerire soluzioni, fornire raccomandazioni e, nei limiti del mandato ricevuto, assumere decisioni nell’interesse dei figli.

Com’è possibile davvero alimentare una sana comunicazione tra genitori separati/divorziati secondo questo metodo?

o ALTA CONFLITTUALITA’:

la coordinazione genitoriale non è adatta a tutti i genitori conflittuali

è compito del coordinatore genitoriale verificare l’appropriatezza del metodo per quella specifica coppia genitoriale in quanto formato e competente nell’analisi del conflitto.

Questa analisi si rivela necessaria anche perché orienterà le modalità e gli strumenti di comunicazione da mantenere lungo il percorso.

Sia durante gli incontri che in ogni altra forma di comunicazione dovrà essere sempre adeguata e non polemica, dovrà inoltre attenersi ai temi oggetto degli incontri.

“PARLARE UNO PER VOLTA, RIVOLGERSI ALL’ALTRO IN MANIERA RISPETTOSA, PARLARE DI SÈ E NON DELL’ALTRO.

Al terzo richiamo per il mancato rispetto delle regole l’incontro sarà sospeso

E la spesa addebitata al cliente che ha portato alla sospensione dello stesso” .

o TERZO IMPARZIALE:

il coordinatore genitoriale NON è NEUTRALE

A differenza del mediatore familiare avvalla pensieri, tesi, azioni che rispecchiano il reale interesse del minore.

o BIGENITORIALITA’:

la presenza equilibrata e continuativa di entrambi i genitori nella vita dei figli

Questa si costruisce nel rispetto dei bisogni specifici di ogni membro di quella famiglia e non su assunti teorici.

il piano genitoriale è lo strumento definitivo al quale i genitori arriveranno incontro dopo incontro, ogni qual volta riusciranno a giungere ad accordi sui temi precisi da loro definiti nel primo incontro es: scuola, visite mediche, introduzione nuovi partner, tempo extrascolastico, passaggio dei bambini, etc

o DECISIONI ASSUNTE DALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA:

affido, collocamento e regolamentazione sono gli aspetti strutturali presenti in una sentenza.

In coordinazione genitoriale non possono essere messi in discussione.

Compito del coordinatore genitoriale è renderli attuabili, monitorarne il rispetto e, solo con il consenso di entrambi i genitori implementarli.

In conclusione, è fondamentale che entrambi i genitori, deliberatamente, a seguito di indicazioni del proprio legale o di un altro professionista, decidano congiuntamente di comunicare la propria volontarietà a intraprendere il percorso.

Esclusi casi di violenza o di non vicinanza territoriale entrambi i genitori presenziano inizialmente una volta alla settimana presso il mio studio.

Si procederà grazie a un setting preciso e strutturato, con regole di comunicazione chiare e condivise sin dalla firma del contratto.

Tutti consapevoli che lo stile comunicativo usato dal coordinatore genitoriale è di tipo direttivo ed il contesto non è di natura valutativa.

L’obiettivo è uscire da ogni incontro con un verbale conciso che riporti l’accordo preso e le modalità di monitoraggio dello stesso da parte del coordinatore.

L’incontro ha una durata media di 1h e 30 minuti circa del quale viene redatto verbale  che verrà inviato in copia inviato ai rispettivi legali.

La tecnologia può aiutare quando si è distanti ad esempio con le videoconferenze.

Ho indivudato poi per i genitori che non hanno strumenti di comunicazione funzionali l’app 2houses, quale strumento per facilitare la pianificazione e l’organizzazione del regime di visita, la gestione delle spese, le attività ma anche per archiviare documenti scolastici, medici e quanto necessario all’esercizio di una bigenitorialità.

Cosa fare se scopro che la coordinazione genitoriale non è il metodo appropriato per riattivare una comunicazione e garantire ai bambini una relazione sufficientemente buona con entrambi i genitori?

Con l’autorizzazione degli adulti riporto la situazione a un team multidisciplinare e integrato  al fine di elaborare strategie di affronto agli ostacoli  perchè sono convinta che per ogni situazione familiare è necessario saper individuare l’aiuto possibile specifico e mirato.

 

Assistente sociale privato
Dr.ssa Sabrina Ritorto

www.unaiutopossibile.com

www.6inequipe.it

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Separazione e Training Autogeno I benefici

separazione e training autogeno

Il training autogeno (TA) è una tecnica psico corporea nata nel 1920 dalle idee del neurologo e psichiatra tedesco I.H. Schultz con lo scopo di insegnare alle persone a raggiungere uno stato di profonda calma e di equilibrio interiore.

Il protocollo che viene insegnato durante i corsi consiste in due esercizi fondamentali (pesantezza e calore) e in quattro complementari (cuore, respiro, plesso solare e fronte fresca) a cui si può aggiungere una parte riguardante i proponimenti personali.

Lo stato di calma è l’obiettivo finale del training autogeno: quando il corpo è completamente rilassato, caldo e pesante, anche la mente diventa quieta e i pensieri più lucidi.

Perché è utile praticare il training autogeno nel periodo della separazione

Il periodo della separazione può essere molto stressante sotto diversi punti di vista e avere la padronanza di tecniche come il training autogeno diventa una risorsa fondamentale.

Ormai sappiamo tutti che lo stress prolungato fa male al corpo e alla mente, sottrae energie a tutto l’organismo che rimane costantemente in uno stato di attivazione.

Le conseguenze coinvolgono la parte fisica (somatizzazioni e tensioni muscolari), la parte emotiva (amplificazione delle emozioni negative), la parte mentale (pensieri disfunzionali) e, infine, la parte comportamentale (atteggiamenti in cui non ci rispecchiamo e che non gradiamo).

Attraverso la pratica costante del training autogeno possiamo tornare al nostro naturale stato di equilibrio e controllare noi stessi rivolgendo l’attenzione all’interno anziché verso ciò che accade fuori e su cui non abbiamo nessun controllo.

Imparando ad avere un ruolo attivo nei processi interni, possiamo modificare corpo, mente, emozioni e comportamenti.

Il training autogeno ci porta ad abbassare l’intensità emotiva e a vedere le cose con maggior distacco, di conseguenza, possiamo prendere decisioni o reagire in maniera più calma evitando inutili discussioni e malumori con l’ex partner o con i nostri figli.

È come se fossimo meno identificati nelle situazioni e potessimo vederle da un punto di vista più ampio, più distaccato.

E quando impariamo a controllare noi stessi avviene il piccolo miracolo del cambiamento che coinvolge anche le altre persone (l’ambiente esterno): questo è il vero controllo, è il nostro super potere!

L’importanza dell’equilibrio emotivo per progettare il nostro futuro

Durante i corsi di TA che tengo tutto l’anno, capita a moltissime persone di prendere decisioni importanti come cambiare casa, lavorare all’estero, lasciarsi andare a un nuovo amore.

È molto frequente, durante lo stato autogeno, sperimentare una sorta di “illuminazione”, il cosiddetto insight, che spesso dà inizio a cambiamenti di vita importanti.

Gli studi effettuati su chi pratica regolarmente il training autogeno ci mostrano come l’autostima, il senso di autoefficacia e l’autodeterminazione aumentino notevolmente così come migliorano il benessere fisico, l’umore e le prestazioni (sì, anche quelle sessuali!).

Con questi presupposti possiamo iniziare a progettare nuovamente il nostro futuro e aprirci a nuove esperienze lasciandoci alle spalle la vecchia vita e i vecchi rancori.

Come imparare il Training Autogeno?

Il training autogeno è una tecnica che si pratica da soli, ma che deve necessariamente essere insegnata da una persona appositamente formata e con molta esperienza.

Il periodo di formazione è importantissimo perché da questo dipendono i risultati.

L’istruttore può togliere i dubbi iniziali sulla procedura, sulle sensazioni e sugli effetti indesiderati che possono causare l’abbandono della pratica.

Durante i corsi, ci tengo molto a dare largo spazio ai feedback e alle domande proprio per rendere autonomi gli allievi e spiegare loro che ci sono anche situazioni in cui alcuni esercizi sono sconsigliati.

Infine, il rilassamento guidato da una voce esterna porta ad una più rapida associazione tra le formule mentali e gli stati fisici rendendo più semplice la pratica a casa.

Infine un piccolo consiglio per tutti i lettori del blog di 2houses

con l’arrivo di una maggiore serenità interiore anche la capacità di confronto con l’altro genitore migliora.

Per questo motivo consiglio spesso alle persone che si rivolgono a me di abbinare tale  predisposizione alll’utilizzo della piattaforma 2houses.com che nasce proprio per favorire una comunicazione stress free tra ex.

Fai clic qui per avere 14gg di prova gratuita per capire come funziona.

 

Pederboni Sarah
Sarah Pederboni

Sono Sarah Pederboni, psicologa psicoterapeuta e terapeuta EMDR. Nel 2013 ho fondato Psicologia Benessere , studio di  psicologia e psicoterapia. Ho un orientamento di tipo psico-corporeo (biosistemico) contaminato da altri approcci, come quello cognitivo-comportamentale, che utilizzo per aiutare le persone ad uscire da momenti difficili della vita e a migliorare se stesse attraverso l’attivazione delle risorse personali. Sono  specializzata   in   psicotraumatologia,    tematiche LGBT     e sostegno psicologico rivolto agli studenti (www.psicologostudenti.it). Tengo corsi di Training Autogeno ed altre tecniche di rilassamento per ritrovare il proprio equilibrio psicofisico e imparare a gestire ansia.

Collaboro con 2houses per promuovere una sana bigenitorialità e per sostenere i genitori separati.

Per conoscermi meglio, visita il mio sito www.psicoterapia-torino.com

Se vuoi conoscere meglio il training autogeno, ti invito poi a visitare il mio sito: www.trainingautogenotorino.it

Genitore single | 10 consigli per un’estate indimenticabile

Genitori single: 10 idee per le ferie

Sei un genitore single? Una delle cose più difficili da fare quando ci si separa è dover rinunciare alle tanto amate vacanza “in famiglia”.

La prima estate senza l’ex può sembrare davvero complicata ma con la giusta organizzazione e un pizzico di creatività si potrà tornare a godere al meglio delle ferie.

Ecco come passare giornate al top:

1. Rilassati

Ovunque tu sia potrai semplicemente decidere di non fare nulla e di godere della compagnia dei tuoi figli dedicando loro il tempo e le attenzioni che la routine e la pressione del lavoro ti sottraggono.

2. Trova una piscina all’aperto

Sono tantissime le piscine comunicali con un angolo di verde e per di più all’aperto.

Cerca on line la più vicina a casa tua per scoprire che con pochi euro potrai beneficiare di un enorme quantità di benessere e perché no, mettere in moto il tuo fisico.

Porta un ascigamano e la crema solare e il gioco è fatto!

3. Organizza una gita fuori porta

Tutti hanno  un amico separato o un’amica divorziata.

Offri loro di occuparti dei figli nel caso in cui debbano lavorare.

Mentre sei in ferie aiutare una persona cara con le tue stesse esigenze e offrire nuovi spunti di frequentazione è una preziosa occasione da cogliere al volo.

Organizza una gita fuori porta, prepara dei panini e conserva il bonus per la prima occorrenza utile.

Capiterà sicuramente anche a te di avere un impegno importante e non sapere come fare per la custodia

4. Leggi ad alta voce

Hai mai pensato a quanto possa far piacere ai bambini leggere un libro di avventure in compagnia dei genitori ?

Beh è arrivato il momento di fare un test.

Normalmente si è troppo stanchi la sera, dopo il lavoro, con la TV sempre accesa e a volume alto.

Ora hai a disposizione tutto il tempo che vuoi per iniziare un nuovo episodio del Signore degli Anelli.

Scoprirai la felicità nel condividere il percorso in tua compagnia.

Hai finito di leggere il libro? Nessun problema hai ancora il tempo di scaricare l’episodio sul tablet e di guardarlo comodamente sul divano di casa tua.

6. Prova il “Free Camping”

I ragazzi nonostante l’omnipresenza del digitale sono molto sensibili al mondo esterno e alla natura.

Spesso nulla li entusiasma di più che trascorrere alcune notti in tenda in maniera totalmente libera.

Cerca una zona sicura e procurati una tenda che si monti velocemente.

Organizza il tutto in sicurezza magari consultando alcuni preziosi consigli che potrai cercare in rete

E’ uno dei passatempo preferiti di Peppa Pig ! Perché moi non dovresti essere in gradi di divertirti anche tu?

Rispetta le regole e non prendere rischi, non è necessario andare dall’altra parte del mondo.

7. Osserva le stelle

Un genitore single si sa fa fatica a sognare. Cerca un libro sulle costellazioni o fai una rapida ricerca online.

Poco prima di andare a dormire, prendi una coperta e dirigiti verso la periferia della città. Se hai un giardino esci e sdraiati comodamente assieme ai tuoi figli.

Nulla è così memorabile come guardare il cielo alla ricerca del Grande Carro o della Stella Polare.

Anche Il cloud watching durante il giorno può essere altrettanto divertente!

8. Cena al sacco nel parco giochi preferito

Prepara coi tuoi figli alcuni tramezzini, prendi l’acqua e delle bibite e salta in bicicletta.

Il parco giochi preferito dei tuoi marmocchi ti aspetta e, verso sera, quando l’aria si raffresca, i tanti amichetti della zona sicuramente faranno capolino.

Se rimani fino all’oscurità, avrai conquistato per sempre il loro cuore

9. Scambio di case

Proponi  un cambio di casa a un altro genitore single nella tua stessa città o che abita altrove.

Conosci qualcuno che abiti a poche ore di distanza da casa tua? Magari vicino al mare o in montagna ? Sai che un tuo amico separato è da molto tempo vuole visitare la tua città? Proponi uno scambio di case

Se non conosci nessuno potrai rivolgerti a Facebook o a uno dei tanti gruppi  on line utili a socializzare. In particolare se sei un Papà la community più importante alla quale rivolgersi è certamente Superpapà.

Entra nel gruppo e proponi lo scambio a uno degli oltre 330.000 aderenti che quotidianamente si confrontano su problemi comuni legati alla famiglia, lavoro, tempo libero, separazione e molto altro.

Non sarà difficile trovare qualcuno che ha le tue stesse esigenze e che da tanto tempo vuole visitare con la sua famiglia la città in cui vivi.

10. Gioca insieme a loro

È probabile che l’atmosfera in casa nell’ultimo periodo sia stata tesa specie se sei da poco un genitore single.

Ricorda che nulla solleva di più lo spirito come il suono delle risate dei bambini.

Prepara dei gavettoni, illumina la notte con una torcia elettrica e usala a mo’ di spada come se fossi in un episodio di Guerre Stellari.

Scatta le foto dei momenti più divertenti e dell’allegria e non dimenticare di condividire la felicità dei tuoi figli con l’ex.

Sfrutta l’Album di 2houses e il Diario: Immagini, foto, citazioni e pensieri immediatamente condivise con l’altro genitore e coi nonni o solo con chi vuoi tu

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Scoprirai che con un po’ di fantasia non sarà difficile passare un’ estate indimenticabile anche ora che sei un genitore single.

Alfonso Negri - bloggerMi chiamo Alfonso Negri e sono il Papà di Camilla. Dopo la laurea in Legge e la pratica legale ho scelto la strada delle relazioni istituzionali, degli eventi e del marketing. Nella vita mi occupo di Sales e B2B per un’azienda Italiana. Per passione ho contribuito a portare nella nostra nazione la piattaforma per genitori separati www.2houses.com che mi piace definire il “catalizzatore di bigenitorialità”

Sono Brand Ambassador di SuperPapà www.superpapa.it la prima e più importante community italiana che parla di paternità in rete.

Con U.Di.RE www.udire.org, Uomini e donne in rete contro la violenza, primo Centro Antiviolenza In Genere in Italia, mi interesso di tematiche legate alle PERSONE vittime di ingiustizie, violenze e maltrattamenti.

Psicoterapeuta di coppia e mediatore familiare?

psicoterapia o mediazione?

Nei momenti di difficoltà la coppia si può rivolgere a due figure professionali: lo psicoterapeuta di coppia e il mediatore familiare.

Facciamo chiarezza su queste due profili professionali.

Lo psicoterapeuta è uno psicologo che conseguito una specializzazione in psicoterapia, meglio se ha una formazione specifica nel lavoro con le coppie. Allo psicoterapeuta ci si rivolge quando la coppia sta affrontando un momento difficile, di crisi, o quando, anche se non c’è una vera e propria crisi, sente che ci sono degli aspetti da migliorare nella vita coniugale (o di convivenza).

Che cosa fa lo psicoterapeuta? Aiuta la coppia a lavorare sugli elementi che hanno portato alla crisi, in modo da aumentare la consapevolezza di ognuno nelle proprie responsabilità nel far perdurare la crisi e ci lavora insieme ai due partner.

Che cosa non fa?

L’obiettivo di una terapia di coppia non è il rimettersi insieme.

Compito del terapeuta è aumentare la consapevolezza di ognuno sulla relazione e sul rispettivo coniuge, poi saranno le persone a decidere come utilizzare questa consapevolezza nella coppia.

A volte può essere un aiuto proprio a raggiungere la consapevolezza che la coppia è arrivata alla sua fase finale, e aiuta a elaborare il processo mentale di separazione

La durata non è definibile a priori a seconda del caso è il terapeuta ad indicarla.

Il mediatore familiare è una figura professionale che aiuta a trovare un accordo per delle situazioni che portano conflitto tra gli ex coniugi

Può essere uno psicologo, un avvocato o un’altra figura professionale che ha conseguito il diploma di mediatore familiare.

La mediazione familiare si rivolge a ex coniugi o ex conviventi, già separati effettivamente (che vivono in due case diverse) che vivono con conflitto le decisioni sui figli (ma anche su altre cose in comune) per aiutarli a trovare un modo di relazionarsi non conflittuale.

La durata è fissata in 8/10 incontri e lavora concretamente sugli oggetti della contesa.

Per tutto il corso della mediazione familiare ci deve essere una sospensione delle battaglie legali e in questo la piattaforma 2houses può rappresentare uno strumento utile a favorire una comunicazione neutra.

Porto un esempio concreto del lavoro di mediazione:

due ex coniugi litigano perché il padre vorrebbe tenere a dormire nel fine settimana i due figli i 6 e 8 anni, ma la mamma non vuole.

Andando più a fondo con l’aiuto del mediatore viene fuori che la signora non vuole lasciarli a dormire perché lei, figlia di separati, quando dormiva dal papà lui la metteva a letto presto nella sua stanza da sola e lei aveva paura.

Il padre, avendo saputo che il problema è questo, informa la mamma che farà in modo che i figli dormano insieme, con la porta aperta e che essendo sabato sera, prima passerà del tempo con loro. La signora accetta.

Qui ho riportato in modo semplice, il risultato di un lavoro un po’ più complesso ma definibile sempre in 8, massimo 10, incontri.

La mediazione non è per tutti, coppie troppo conflittuali che usano il conflitto per farsi male e attaccare l’altro o che hanno dei procedimenti legali in corso non sono mediabili.

In questi casi può essere indicato un percorso di psicoterapia individuale per risolvere le cause di così tanto rancore e ostilità.

Perché, alla fine, le uniche vittime dei rancori e dei conflitti tra gli ex sono i figli, e per loro vale la pena mettersi in discussione e migliorare.

mediazione o psicoterapeuta 2houses
Dott.ssa Paola Francesca Lattanzi

Psicoterapeuta di coppia, psicoterapeuta familiare, mediatrice familiare e consulente tecnica del tribunale.

Sempre a contatto e in supporto alle famiglie e alle coppie in ogni momento della vita familiare e ai loro figli, per permettere a tutti una vita serena, anche dopo una separazione.

Via Assarotti 4/3c – Genova
tel. 3477225222

Genitori separati: 3 consigli se l’ex non rispetta gli accordi

consigli per genitori separati

Hai cercato di essere ragionevole con l’ex ma continua un atteggiamento di mancato rispetto delle condizioni di separazione?

Se in sede di omologa avete entrambi sottoscritto un regime di visita, si tratta ora di rispettarlo.

Allo stesso modo se è intervenuto il Tribunale molte questioni sono state regolate.

Se tuttavia nonostante innumerevoli tentativi ti ritrovi ad avere a che fare con un ex con problemi caratteriali o di dipendenza potrai provare come segue:

1) Cerca  un confronto stragiudiziale

Se possibile affronta i problemi al di fuori del Tribunale.

Come prima cosa chiedi al tuo Avvocato di scrivere all’altro genitore.

Prepara col suo aiuto una lettera che spieghi perché pensi che non rispetti gli accordi presi.

Un approccio volto al chiarimento ti aiuterà a risparmiare tempo, denaro e energie mentali.

Spesso la ricerca di una via pacifica viene interpretata dall’altra parte come segno di debolezza.

La fermezza ti aiuterà a prevenire future violazioni.

2) Documenta qualsiasi evento

Tieni traccia di tutto ciò che accade.

Utilizza un calendario e prendi nota di quando sei coi figli e di quando loro sono con il tuo ex partner.

Appunta ogni variazione della frequentazione rispetto al calendario concordato o imposto dal Giudice.

Tieni traccia di ogni dettaglio, delle comunicazioni che intercorrono e prendi nota di quello che dicono i figli o di eventuali anomalie riscontrate.

3) Hai provato inutilmente senza risultato

Se hai cercato di essere ragionevole ma permane un atteggiamento di rifiuto generale è probabile che non si possa fare affidamento sulla collaborazione dell’altro.

Sarà necessario agire senza troppe remore e rivolgersi al  al Tribunale.

Considera il giudizio quale soluzione ultima cui affidarsi dopo aver fatto molteplici tentativi di pacificazione.

 

Aprire una causa è un’attività lunga e onerosa.

Sarà utile agire quando l’atteggiamento di rifiuto é ripetuto.

La documentazione accumulata ti aiuterà.

In conclusione cerca di confrontarti per chiarire dubbi e incomprensioni prima di entrare in una lite.

Ci sono molti strumenti che possono essere utilizzati dai genitori per comunicare tra loro.

2houses.com é uno di questi!

grazie alla piattaforma 2houses avrai costantemente a disposizione il calendario, le richieste di cambio, le spese effettuate e molto altro.

Il tutto é consultabile 24 ore su 24 da App o sul sito web in un semplice click .

2houses è catalizzatore di cogenitorialità per una comunicazione stress free!

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7 consigli per affrontare una separazione

separazione? come affrontarla

Una  separazione non é mai un evento piacevole Ricorda che la tua vita presto tornerà a scorrere.

Inizia il tuo viaggio in maniera positiva, ritornerai presto a vivere al meglio!

Una separazione, un divorzio innescano una serie di emozioni negative: rabbia, amarezza, risentimento, confusione, tristezza.

L’insieme di queste emozioni è esattamente ciò che rende difficile  andare avanti e affrontare la questione in maniera costruttiva. Per continuare a vivere in modo significativo occorre lavorare su se stessi.

Falla finita di pensare all’ ex!

Smettila di focalizzarti su quello che ti è capitato e prova, adesso che sei nuovamente single, a ragionare seriamente sui tuoi obiettivi e desideri.

Può essere molto difficile e scomodo farlo ma un atteggiamento positivo e di apertura ti darà la forza per andare avanti.

Il processo può essere lungo e, devi sapere, che generalmente consta di una serie di “passaggi”.

Ecco cosa puoi fare:

1 – Trova un modo per affrontare la rabbia

La cosa più importante da fare è lasciar sfumare la rabbia.

Aggrapparsi a sentimenti negativi ti impedirà di guardarti intorno e di ritrovare bellezza e allegria nella tua vita e in chi ti circonda.

Crogiolarsi nella rabbia e orientare il sentimento verso se stessi o verso l’ex può essere veramente dannoso, quindi smetti subito di farlo. Qualunque cosa sia accaduta in passato non può essere cancellata.

Rilassati! Trascorri del tempo di qualità con le persone che ami. Se necessario, rivolgiti a un terapeuta. Potrà aiutarti ad analizzare meglio le tue emozioni, la loro origine e a contrastarle.

2-  Datti tempo, servirà a sentirti meglio

L’elaborazione del “lutto” è una fase importante del processo.

Devi poter lasciar andare per ritrovare la tua vera forza interiore. Prenditi il giusto tempo per rielaborare le emozioni solo così potrai trovare la strada verso la “guarigione”.

Sii gentile con la tua persona, trattati bene e non forzare troppo i tempi del “cambiamento”.

Alcune persone possono trovare un nuovo amore sin da subito, per altri potrebbero volerci mesi o addirittura anni. Non esite una regola.

Il confronto con gli altri é il peggior errore che puoi fare in questo momento.

Ricorda che Il viaggio è tuo e appartiene solo a te.

Non c’é niente di male nell’ avere bisogno di più tempo per arrivare dove si desidera. Ciò che conta veramente è fare ogni giorno piccoli passi in avanti, e siprattutto farli consapevolmente.

3 – Confini chiari con l’ex

Col tempo inizierai a sentirti meglio e quindi ricomincerai ad acquisire  sicurezza.

In questa fase é importante avere un approccio “fermo” con l’ex Partner.

Definire confini chiari di comunicazione e interazione con l’altro é davvero importante.  La coppia non esiste più ma voi rimarrete sempre i genitori dei vostri figli.

Impegnati a rispettare il pensiero dell’altro e parallelamente rispetta i confini del nuovo rapporto.

Se necessiti di tempo per entrare nella nuova dinamica comunica le tue  necessità senza troppa ritrosia.

Visto che hai dei figli e non puoi fare a meno di parlare con l’ex potrai  fruire del supporto di una piattaforma digitale per genitori separati.

Se l’ex partner ha un carattere difficile e si innervosisce facilmente prova a condividere esclusivamente concetti chiari e legati alla gestione del day by day e all’organizzazione della vita dei figli.

Non impegnarti in questioni delicate che ti porterebbero verso il conflitto.

In particolare nessuna recriminazione, nessun commento sulle nuove modalità di vita dell’altro, su nuove relazioni.

4 – Costruisci la tua rete di supporto

Cerca l’aiuto e il confronto delle persone di cui ti fidi e circondati di gente positiva.

Comunica apertamente con loro e condividi con sincerità e senza troppi filtri le tue emozioni e gli eventi in cui incappi. Sarà facile sentirsi compresi e ricevere attenzione e supporto.

I parenti molto spesso possono rivelarsi un aiuto importante quindi apriti con loro nei momenti di difficoltà.

Se hai dei bambini pensa alle loro necessità! Rivolgiti ai tuoi figli con franchezza e ricorda che anche i più piccoli possono rivelarsi un grande supporto.

Concentrati sulla tua personalità e su chi vuoi essere ora che la coppia é “scoppiata”.

Matrimonio e divorzio possono far perdere il senso di se stessi! È tempo di riscoprire la tua individualità e quelle caratteristiche che ti rendono la persona speciale che sei oggi.

Anche una separazione può insegnare molto e aiutarti a scoprire i tuoi punti di forza. Se necessario prova a lavorare sull’autostima. Al momento potrebbe essere in frantumi, ma c’è sicuramente tanto per cui essere orgogliosi.

Che cosa ti piace di te? cosa vuoi realizzare in futuro? Cosa ti rende una persona buona, forte ed eccitante?

5 –  Impegna la tua vita

L’introspezione può essere positiva ma occorre darsi dei limiti se non si vuole restare ancorati al passato.

Ti potrà capitare di dover mettere a tacere i tuoi pensieri per non soccombere alla tristezza.

Riprendi in mano i tuoi hobbies, esci con gli amici, fai qualcosa che ti impegni e che dia un senso alle tue giornate.

Un corso di fotografia, una scuola di cucina, un nuovo allenamento possono essere soluzioni molto utili per impegnare la propria vita e tornare a fare le cose che desideravi da tempo.

Distraiti e impara a stare in solitudine coi tuoi figli.

6 – Circondarti di brave persone

Ritovarsi single dopo essere stati per lungo tempo parte di una coppia é una grande sfida.

È facile sentirsi soli e isolati all’inizio.

Ti potresti ritrovare a ricordare i bei tempi passati i momenti di tristezza non tarderaranno ad arrivare. Circondarsi di brave persone in queste ore sarà indispensabile per oltrepassare la crisi.

Ricordati che sei una persona meravigliosa che è completa anche senza un partner!

Quando accetterai veramente quest’idea  e inizierai a sentire la pace interiore sarai pronta a ritrovare l’amore.

7 – Sii indulgente

Per andare “oltre” potesti dover fare diversi tentativi e ti capiterà quasi certamente di incappare in qualche errore.

È umano fare errori.

Accetta di tornare indietro anche dopo aver fatto dei progressi.

Vogliti bene, la vita continua anche dopo una separazione e vedrai che presto tornerai ad essere felice.

Il cambiamento è dietro l’angolo!

Cultura bigenitoriale e piattaforme digitali: un nuovo inizio per l’Italia ?

bigenitorialità spadafora pillon Cirinnà

La cultura bigenitoriale stenta a farsi strada nella nostra nazione così come stentano ad attecchire gli strumenti digitali che  nascono e proliferano all’estero per favorire la bigenitorialità tra ex. 

Complici una normativa inadeguata e un’opinione pubblica che solo ora sta prendendo coscienza di quale sia la reale situazione in Italia in tema di separazione e divorzio.

In Canada, USA, Belgio e nelle altre nazioni dove sono attivi e fruibili istituti di A.D.R.,  i contratti prematrimoniali e, dove il coparenting è al centro del diritto di di famiglia, migliaia di famiglie hanno già usato almeno una volta questi strumenti  che sempre più spesso grazie al digitale mirano alla valorizzazione delle relazioni parentali tant’è che già si parla di FamTech .

Mentre in Italia sono ormai evidenti gli effetti di un economia del divorzio che sta lentamente devastando intere generazioni

i tribunali di Canada e Usa caldeggiano l’utilizzo di una qualche piattaforma digitale per favorire le comunicazioni tra ex anche nei casi di separazione giudiziale.

Era il 4 Gennaio 2016 quando le principali testate italiane riportavano con un certo clamore la notizia inerente l’arrivo della versione italiana di 2houses.com:

App e sito web nati per migliorare l’organizzazione e la vita delle famiglie con genitori separati.

Ricordo con piacere le giornate frenetiche che hanno preceduto l’immissione on line  del sito web e dell’App che  si è arrivati a rendere disponibile grazie alla collaborazione di un gruppo di amiche e amici che da sempre supportano il progetto con attività di volontariato.

Era chiaro sin dal principio quanto la strada fosse in salita nonostante la nobile mission :

sostenere la divulgazione di una cultura bigenitoriale ampia che, grazie a comportamenti attivi da parte di ambedue i genitori , fosse in grado di favorire l’interscambio di informazioni e la condivisione di notizie, pensieri e immagini dei propri figli con beneficio nello sviluppo psicofisico della prole”.

La piattaforma si proponeva come un nuovo strumento di bigenitorialità troppo innovativo per un paese dove la cultura bigenitoriale era agli albori e pertanto venne “liquidato” velocemente con una certa superficialità dagli addetti ai lavori.

Arrivarono le critiche da ogni fronte: tutti in coro si domandavano come potesse un’ App sostituirsi al dialogo tra due genitori che, nonostante i fanciulli, mal si sopportano e dimenticano di pensare al loro benessere.

Specialmente nei casi di separazione giudiziale dove vecchi rancori mai sopiti si rappresentano sotto forma di pretese, ingiustizie e ripicche pareva impossibile trovare spazio concreto per una piattaforma innovativa tra l’altro già molto diffusa nel resto del mondo.

Noi decidemmo di andare avanti e di credere nel progetto anche perché ben sapevamo che non era l’App a essere fallimentare ma bensì che la normativa in tema di separazioni e affidi fosse da rivedere e mal rispondesse alle esigenze sociali della nazione.

Balzo’ subito agli occhi l’inapplicazione concreta di una Legge, la n. 54 del 2006 che, sebbene sancisca il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori,  nella realtà dei Tribunali trasforma un procedimento di separazione in un affido che, di condiviso, ha davvero poco.

In Italia ogni anno ci sono più di 80.000 divorzi e 90.000 separazioni e solo l’1% di questi vede coinvolti i figli in un affido materialmente condiviso!

L’ ostacolo allo sviluppo della piattaforma era ormai evidente.

Arrivava proprio dalla mancata applicazione della normativa e da norme che non tenevano in dovuto conto il nuovo indirizzo giurisprudenziale e culturale in tema di co-parenting.

Una nazione, quella in cui viviamo, che nonostante la ratifica della legge  27 maggio 1991, n.176 inerente la Convenzione sui diritti del fanciullo  è stata più volte condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per inapplicazione del diritto alla bigenitorialità.

Nazione, l’Italia, che rimane fanalino di coda del mondo industrializzato per quanto riguarda questo tema.

Mentre da un lato la L 54/2006 prevede all’art. 115 che “il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori” nella realtà del quotidiano tutti noi assistiamo al continuo omologarsi di separazioni consensuali che individuano un genitore collocatario e un secondo genitore“a intermittenza” che potrà offrire ai suoi figli, se fortunato, una frequentazione fatta di week-end alterni e di qualche ora di visita infrasettimanale.

Se poi si entra nel merito delle separazioni giudiziali troppo spesso sono i fanciulli a pagare il costo di un sistema che condiziona il diritto alla bigenitorialità e li usa come ostaggi per assecondare interessi di potenti lobby che, col sistema “divorzificio” hanno fatto la loro fortuna.

Alcuni genitori, davvero pochi a dire la verità, illuminati e consapevoli dell’esistenza di norme quantomeno inapplicate, tendono in maniera costruttiva a farsi aiutare da un mediatore o da uno psicoterapeuta riuscendo così a mettere al centro l’interesse della prole e lasciando da parte inutili rivendicazioni e rabbia.

A loro va il plauso di testimonianza in quanto è proprio grazie a pochi “illuminati”, in grado di uscire da schemi precostituiti o imposti dal sistema, che lentamente si sono accesi i riflettori sul tema della bigenitorialità permettendo così l’apertura verso una nuova strada.

Purtroppo, nostante tutto, gli strumenti di cogenitorialità, anche digitale, di pari passo con quelli normativi, stentano ad entrare nell’uso quotidiano il che non fa altro che evidenziare quanto sia ancora necessario aprire al cambiamento.

Che il cambiamento sia in atto lo dimostrano alcune pronunce di Cassazione le quali in maniera innovativa abbandonano il principio della maternal preference  per favorire quello del gender neutral child custody, che si basa sulla neutralità del genitore affidatario, che puo’ ora essere sia il padre, sia la madre, in base al solo preminente interesse del minore.

Nelle nazioni evolute che hanno una cultura di bigenitorialità profonda e rispettosa dei fanciulli si assiste a una continua valorizzazione del principio di piena bigenitorialità e di pari passo si possono trovare molteplici studi scientifici che dimostrano come i figli di genitori separati che passano almeno il 35% del tempo con ciascuno di essi godranno di una vita migliore rispetto a a quelli che non potranno farlo. In particolare :

  • – Avranno migliori relazioni sia con la madre che con il padre;
  • – Andranno meglio a scuola e prenderanno voti migliori;
  • – Godranno di una migliore salute psicologica e saranno socialmente inseriti;
    – Saranno meno propensi a fumare, drogarsi e bere;
  • – Saranno meno propensi a soffrire di depressione, ansia e altri problemi legati allo stress.

Finalmente assistiamo in queste ore a una vera e propria rivoluzione basata sul criterio di “gender neutral child custody” .

Naturalmente, laddove tale criterio trova applicazione si assiste parallelamente a una diffusione nell’utilizzo di piattaforme di c.d. mediazione digitale e, cosa ben più importante, il perdurare di rapporti sereni tra famiglie di genitori separati, ivi compresi i tanto mistrattati nonni spesso vittime di alienazione .

Belgio, Svezia,  Canada e Usa sono le nazioni dove la cultura bigenitoriale è nata per prima e dove oggi ha messo le sue radici;  è proprio in questi paesi che strumenti come 2houses.com vengono indicati dalle Courts come piattaforme utili allo sviluppo di un dialogo costruttivo tra genitori atto a favorire la serenità psicofisica del minore.

Anche da noi non mancano i segnali di una “virata” in favore del criterio della neutralitàE’ recente la Sentenza 2945 del 2/11/2018 presso il Tribunale di Firenze  dove il Giudice si pronuncia chiaramente per:

a) un affidamento condiviso del minore a entrambi i genitori;

b) il mantenimento diretto da parte di entrambi i genitori;

c) un obbligo di contribuzione in pari misura delle spese straordinarie;

Altre sentenze simili sono già state emesse presso vari Tribunali forse anche alla luce dei riflettori puntati sul DDL 735 ,norma tanto discussa, attualmente all’analisi del Senato per la discussione.

Senza entrare troppo nel merito del testo sopra citato ci piace pensare che la cultura bigenitoriale stia lentamente divenendo un valore condiviso anche perchè l‘esigenza di questa nazione è reale e tangibile così come lo è la sofferenza delle tante famiglie che ogni giorno toccano con mano il problema.

Noi temiamo che la sopportazione delle persone sia ormai arrivata al limite e che la richiesta di giustizia che giunge da più parti potrà essere soddisfatta solo rivedendo nel suo insieme la normativa in tema di affidi così come le norme che regolano le attività dei Servizi Sociali e delle strutture a supporto delle Famiglie

L’augurio che possiamo farci per questo 2019 appena iniziato è che si arrivi presto a parlare anche in Italia di bigenitorialità in maniera seria e concreta a prescindere dai colori politici e dalle risse da stadio che ogni importate riforma si trascina dietro.

Solo con una riforma condivisa e realizzata nel vero interesse del minore e delle famiglie anche le piattaforme digitali come la nostra potranno finalmente esprimere il proprio reale supporto alla cultura bigenitoriale.

Alfonso, 2houses.com.