Famiglia del mulino bianco vs buondì motta?

La famiglia del mulino bianco continua la sua sovraesposizione mediatica essendo costantemente rappresentata in tv, spot e cinema nel rispetto suoi elevatissimi standard di perfezione, felicità e bellezza che tutti conosciamo.

Sono in molti che almeno una volta nella vita hanno cercato di ricrearne le dinamiche ma in pochi, per non dire nessuno, ci sono riusciti davvero.

I brand ci hanno insegnato che la famiglia del mulino bianco è “perfetta” per definizione sia nell’estetica che nelle relazioni e con abile manipolazione sono stati capaci di farci dimenticare che spesso è proprio in famiglia dove accadono i delitti più efferrati.

Sorrisi, abbracci, coccole e buondì sono le parole magiche usate per indurci all’acquisto di questo o quel prodotto per portarci a credere che basta poco per essere allegri, sorridenti e perfetti, anche nell’amare.

Motta recentemente ha cambiato il copione con uno spot dove si narrano gli eventi di una mamma e un papà disintegrati da un asteroide sotto gli occhi della propria figlia.

La nuova campagna pubblicitaria è stata fonte di svariate polemiche ma a noi di 2houses è piaciuta. Lo spot è divertente e apre la strada ad nuovo moodo di comunicare e di pensare alla famiglia che ci pare più coerente e in linea con i cambiamenti cui anche la società Italiana sta andando incontro.

Il mondo si è evoluto, lo abbiamo scritto tante volte, e la rivoluzione digitale in corso ha introdotto, anche nei rapporti in famiglia, importanti novità.

Nonostante l’evidenza del cambiamento sembra però che i “comunicatori” facciano fatica a parlare di “separazione” e “divorzio” e stentino a considerare l’evento come un semplice accadimento della vita che può essere narrato e, a volte, anche col sorriso.

Sono pochi i brand che hanno scelto di parlare del fallimento di un genitore separato, le sue storie, difficoltà e perchè no dell’importanza di sbagliare. Purtroppo è idea comune che un genitore separato sia triste, solo e povero…

I grandi marchi continuano ad essere legati all’idea della famiglia tradizionale, quella che si rappresenta da circa 20 anni nello stesso modo, dove tutti sono uguali, sorridenti e belli oltre che dello stesso colore della pelle!

Rari i leader e innovatori nel DNA, tra questi Ikea e pochi altri, in grado di capire e valorizzare il valore dello storytelling del dopo e della realtà reale.

in Italia ci sono quasi 3 milioni di persone separate e le coppie che si separano sono oltre 80.000 all’anno in crescita costante! Inutile dire, cari comunicatori, che siamo un numero importante e che rappresentiamo uno spaccato della società civile.

Forso non è chiaro ai più che i genitori separati o divorziati non sono tutti tristi, difettosi, depressi e senza speranze!

Ci faceva piacere sottolinearlo con la speranza che anche altri “illuminati” riscoprano il gusto valicare gli stereotipi per scoprire che non tutte le famiglie separate rispondono all’identikit tanto caro ai media dove l’uomo separato vive in auto e la donna, sedotta e abbandonata, a stento riesce a preparare un piatto di pasta per i propri figli.

Ikea già nel 2016 in UK racconta le 2 case di un bambino con genitori separati in questo spot e lo fa in maniera naturale così com’è naturale che un bimbo che ha due genitori che non vivono più assieme possa sentirsi meglio se in entrambe le case ha la fortuna di ritrovare le stesse identiche cose.

Spiace dover ricordare che è proprio l’ideale di famiglia del mulino bianco che porta i matrimoni a sfasciarsi dato che oggi lo stereotipo di perfezione proposto dai media non fa altro che aumentare frustrazione e insoddifazione verso il partner.

La famiglia ideale vive serenamente solo negli spot e in tv!

Restiamo in attesa di qualcuno che sia in grado di raccontare al meglio la rinascita, la bigenitorialità, il vissuto di genitori che, nonostante gli sforzi imposti da una separazione o divorzio, sono felici della propria scelta e camminano a testa alta con uno sguardo positivo rivolto al futuro.

Ben vengano insomma partnership,aziende e persone coraggiose che abbiano la forza di imporre ai media una rappresentazione di una realtà famigliare vera in tutto il suo essere diversa dallo stereotipo borghese e bacchettone di cui la società italiana è pregna.

Siamo alla ricerca di pionieri e innovatori così come lo è stata Costa Crociere nel coinvolgere 2houses e GenGle nell’organizzazione della Prima crociera per Genitori Single in Italia

Se anche TU sei fra questi coraggiosi contattaci!

 

Famiglie separate, arriva la crociera dedicata a loro

Famiglie separate in crociera a Pasqua : dal 29 marzo al 2 aprile 2018 su Costa Fascinosa

Divertimento, benessere personale, condivisione: sono queste le parole d’ordine della prima crociera interamente dedicata ai genitori separati, divorziati o famiglie allargate che grazie alla disponibilità di Costa Crociere siamo riusciti a mettere assieme;

Organizzata da Editoria Europea con l’importante partnership dei principali network per le “nuove” famiglie, tra cui GenGle, la crociera salperà nella settimana di Pasqua.

Dal 29 marzo al 2 aprile 2018, mamme e papà separati potranno andare alla scoperta di Marsiglia e Barcellona insieme ai loro figli e con loro vivere una vacanza che vuole essere anche un momento di scambio, confronto e condivisione con chi vive l’esperienza della cogenitorialità.

Il tutto con il sorriso e la voglia di divertirsi insieme anche per far capire ai propri figli, e perché no a se stessi, che anche in due si è famiglia e che la separazione non deve essere un ostacolo ma bisogna fare di tutto per viverla con serenità.

Sicuramente una vacanza, che per le famiglie separate rappresenta uno dei momenti forse più delicati, può diventare uno strumento di aiuto se vissuta nel modo giusto.

Per questo abbiamo deciso di collaborare con Editoria Europea per mettere a punto una crociera dedicata proprio a chi si trova nella nostra stessa condizione.

Durante il viaggio non solo i bambini, ma anche i ragazzi e i loro genitori potranno vivere la magia e l’emozione della crociera, con le sue attività, attrazioni e momenti di svago e socializzazione, ma anche parlare della loro esperienza e trovare magari dei consigli.

Per gli adulti sono poi previsti incontri e seminari con gli esperti di GenGle e 2houses su temi come la separazione, il rapporto con i figli, il loro benessere ma anche quello dei genitori, la “rinascita” a una nuova vita.

I bambini ed i ragazzi, durante gli incontri dedicati agli adulti, saranno seguiti dagli animatori Costa che faranno vivere ai piccoli ospiti delle ore spensierate fra le molteplicità attività di bordo quali piscine, idro scivolo, play ground.

Momenti di condivisione da cui non solo trarre supporto e consigli ma che potrebbero far nascere nuove e durature amicizie.

E’ la prima iniziativa simile per l’Italia, gestita in collaborazione con altri partner di rilievo e organizzata integralmente dall’ Editore di riferimento di riviste specializzate quali Casa Creativa, Casa da Sogno, Il mio Casale e molti altri. 

Come sempre abbiamo scelto di affrontare le tematiche care alle famiglie separate in maniera nuova e con un approccio positivo rivolto soprattutto alla valorizzazione di opportunità di incontro, socializzazione e confronto e questa volta lo faremo con l’aiuto dei nostri  partner quali Psicologia Benessere, Dott.ssa Annabel Sarpato, Dott.ssa Emanuela Robertelli.

GenGle, il social delle famiglie separate e genitori single, sarà presente con la fantastica Giuditta Pasotto mentre Tommaso Sacchini co-autore del libro “Genitori single. Manuale di sopravvivenza per avere una relazione serena con i figli e con l’ex” farà il suo intervento a bordo di Costa Fascinosa con un il suo seminario dedicato agli adulti: “Plus Ultra ! Playlab per diventare dei super comunicatori !”

L’evento nasce con la collaborazione e supporto dei nostri partners professionali che continuano a crescere e che ci aiutano a diffondere la cultura bigenitoriale in ottica di confronto e condivisione tra ex.

All’estero crociere e vacanze organizzate per genitori single o famiglie ricostituite sono molto in voga, qui da noi rappresentano la novità e pertanto il progetto è del tutto in linea con la nostra vision da qui il grande entusiasmo nell’adesione.

Per informazioni eprenotazioni: www.editoriaeuropea.com – mail: crociera@editoriaeuropea.com – Tel. 347/6101566

 

Genitorialità Condivisa: 8 consigli per chi si separa

La genitorialità condivisa per essere sana e concretizzarsi in un affidamento condiviso reale deve essere stata ben progettata da entrambi i genitori i quali devono aver avuto modo di confrontarsi sulle problematiche reali della separazione e aver trovato il miglior accordo tra loro nell’interesse dei figli.

In particolare per andare incontro a una “rinascita” serena e evitare gravi ripercussioni sulla psiche, e a volte anche nel fisico dei nostri figli (si veda  Medicina 33 del 06.06.2017 ) gli esperti concordano circa la coesistenza di:

1 – Un buon progetto condiviso da entrambi i genitori:

Nella gran parte delle separazioni in Italia oggi si sente parlare di affidamento congiunto e spesso si è indotti a pensare che tale situazione sia il frutto di accordi non belligeranti presi con grande serenità tra ex e utili a favorire un progetto di sana bigenitorialità.

In realtà dietro a una “consensuale” sovente si nasconde la lunga trattativa fatta dai professionisti per evitare il peggio…

Stando così le cose, la capacità di pensare alla bigenitorialita viene spesso consacrata a mere esigenze pratiche atte a evitare una “giudiziale”. La successiva fase facilmente potrà essere causa di inutili sofferenze per il genitore più debole oltre che per i figli.

Ancora peggio nei casi di separazione giudiziale dove  la lite raggiunge alti livelli di aggressività e dove l’accordo finale inerente le regole da rispettare è dettato dal Giudice .

Un progetto genitoriale condiviso, la continuità psicofisica e la compresenza di entrambi i genitori sono fondamentali per tracciare la strada di una serenità futura. Il figlio deve essere in grado di sentirsi libero di dire “mi manca mamma” o “voglio chiamare papà”  e deve poterlo fare in qualsiasi momento!

a tal proposito si legga anche Comunicare senza litigare durante una separazione è possibile?

2 – la cooperazione intelligente tra ex

I genitori devono assicurarsi di essere sulla stessa lunghezza d’onda anche sul tema dell’istruzione. 

Sarebbe importante avere regole comuni o, quando queste non lo siano,  fare almeno in modo che le regole di mamma e di papà siano sempre molto chiare agli occhi dei loro figli.

Se le regole educative sono confermate da entrambi i genitori i risultati non tarderanno ad arrivare!

I genitori devono dimostrare grande intelligenza e condividere le informazioni.

Ideale ad esempio l’utilizzo di una piattaforma di gestione condivisa che permetta a entrambi di accedere a tutte le informazioni inerenti la vita  dei figli. 

Confrontatevi su scuola, incontri con gli insegnanti,  attività sportive e  amichetti ! i vostri figli vi ringrazieranno!

3 – La vicinanza geografica
La vicinanza è elemento di enorme valore per la riuscita del progetto!

Se vivete troppo lontani l’uno dall’altro sarà difficile per i vostri ragazzi seguire gli studi, frequentare i loro amichetti preferiti o semplicemente muoversi nel loro ambiente abituale. Inevitabilmente il vostro progetto di genitorialità condivisa finirà per naufragare

Fate di tutto per vivere vicini! Idealmente sarebbe perfetto lo stesso quartiere!

4 – Una stanza per i bambini

Se possibile regalate a vostro figlio la possibilità di avere di una stanza tutta sua in entrambe le case!

Se non si dispone dello spazio necessario sarà sufficiente  portare a casa i giochi che ama di più, pitturare con lui un’area di casa nella tonalità preferita o comunque ricreare assieme una zona di massimo confort.

I vostri ragazzzi torneranno sempre col sorriso a trovarvi ovunque viviate.

5 – L’attaccamento all’altro genitore

Regola fondamentale cui ogni genitore separato deve attenersi è quella di favorire gli incontri ed il rapporto con l’altro genitore.

Rispettate l’amore dei  figli per il loro padre o la loro madre anche se questi sono stati fonte di tanta sofferenza per voi…

Ne abbiamo già parlato; se ne volete sapere di più ecco il post: La bigenitorialità come funziona?

Per quanto concerne i tempi di frequentazione alcuni esperti consigliano di aspettare i 6 anni prima di intraprendere un percorso di affidamento con tempi condivisi al 50% anche se é sempre difficile generalizzare in quanto tutto dipende dal minore.

Di certo vi è che il bambino non deve essere separato dalla sua figura principale di attaccamento, padre o madre a seconda delle situazioni; se molto piccolo normalmente la figura primaria di attaccamento sarà la mamma.

6 – Flessibilità

Siate flessibili e sintonizzati sulle reali esigenze dei figli. Adattarsi alla situazione e alle loro richieste é sinonimo di grande equilibrio.

Voi siete gli adulti, non dimenticatevene mai! Al bando rigidità e rancore!

Siate disponibili a modulare il calendario in qualsiasi momento cercando con l’ex la soluzione più idonea al loro benessere.

7 – Ascoltiamoli!

Se sono abbastanza grandi da prendere le loro decisioni impariamo ad assecondarli.

Alcuni ragazzi preferiscono stare a casa di uno o dell’altro genitore con alternanza di 15 giorni; altri per un tempo minore; Intorno all’età di 9-10 anni alcuni giovanissimi hanno un maggiore bisogno della presenza paterna.

L’ascolto e il costastante confronto saranno di grande aiuto e favoriranno una crescita sana.

8 – Basta battaglie ideologiche

Avere la custodia di un figlio non dovrebbe mai essere considerato il punto di arrivo di una battaglia ideologica. Un sano affidamento congiunto prevede la compresenza di un padre e di una madre ma non è detto che tempi equipollenti corrispondeano sempre al vero interesse  dei figli!

Saranno loro a manifestarvi chiaramente la propria volontà a voi basterà ascoltare. Se necessario , fatevi da parte ...

In conclusione la genitorialità condivisa conviene a tutti e finalmente sono in molti oggi a pensarla cosi!

Sempre più mamme e papà sono oggi disposti a mettersi in gioco realmente tralasciando per quanto possibile  le discussioni e ponendo al centro il reale interesse dei figli di avere un padre e una madre presenti.

San Valentino: ricorrenza per genitori single?

San Valentino è da sempre una ricorrenza piuttosto discussa.

A molti piace, chi la odia e chi proprio non vuole sentirne parlare annoverandola fra le innumerevoli date corteggiate dai pubblicitari per farci spendere un po’di soldi. Non tutti sanno però che l’originale festività prende il nome dal santo cristiano Valentino da Terni e venne istituita nel 496 dal Papa Gelasio I.

Oggi la ricorrenza è piuttosto diffusa ma, se siamo genitori separati o divorziati, sentendo parlare di San Valentino quasi certamente un ghigno di disapprovazione potrebbe far capolino sul nostro viso già contratto dalle vicissitudini quotidiane.

Nonostante il sapore vagamente adolescenziale della “festa” forse San Valentino merita alcune considerazioni viste le molteplici sfaccettature che un nuovo amore può rappresentare per noi Genitori sinGle (da qui l’interessante social Gengle.it).

Ricominciare ad amare dopo l’esperienza della separazione e dopo aver testato in prima persona il “fallimento” rappresenta spesso il punto di arrivo di un percorso interiore di crescita.

Per amare nuovamente abbiamo dovuto volerci molto bene. Dopo un primo momento di ricostruzione la nostra autostima lentamente è tornata a crescere e così pian piano la sofferenza e la delusione hanno lasciato spazio a nuove positive emozioni e siamo così riusciti a fatica a predisporre la nostra attenzione nei confronti dell’Amore, sì appunto con la A maiuscola!

Se poi durante il percorso di cambiamento abbiamo avuto la fortuna di incontrare una persona che ci ha fatto battere forte il cuore possiamo ora finalmente festeggiare!

L’esperienza non è stata fra le più semplici in quanto oltre ai nostri sentimenti sono entrati in campo desideri e aspettative delle persone a cui noi teniamo maggiormente, i nostri figli.

Per arrivare sino a qui abbiamo dovuto passare momenti estremamente delicati preoccupati com’eravamo di evitare intromissioni nella vita della nostra prole da parte di soggetti esterni e di gestire al meglio il rapporto con l’ex. (chi fosse interessato ad un approfondimento vi consigliamo la lettura della nostra guida gratuita)

Se la nostra nuova relazione si è consolidata, e abbiamo fatto le cose per bene, rispettando i tempi dei figli, forse siamo riusciti a condividere la notizia con una frase del tipo: “come sai mamma e papà non stanno più assieme e mi piacerebbe ora presentarti il mio nuovo fidanzato/a; mi piacerebbe che lo/a conoscessi”.

Nell’ufficializzare la notizia in cuor nostro abbiamo cercato il loro consenso e spesso siamo andati incontro a qualche difficoltà.

A livello razionale i nostri figli sono felici di leggere nuova energia e nuova felicità nei nostri occhi ma a livello inconscio l’arrivo di un nuovo amore solleva alcune problematiche legate all’accettazione che non tarderanno a palesarsi.

Cosa fare a questo punto? Non comunicare l’esistenza di un nuovo compagno/a? Non avere nuove storie? Chiudersi in casa e scordarsi di avere una vita piena e degna di essere vissuta? Decisamente no!

Nel nostro percorso di crescita abbiamo imparato che gli adulti siamo noi e che le nostre azioni impattano sulla vita dell’intera famiglia sia essa monogenitoriale oppure tradizionale.

Il nostro nuovo compagno/a se dotato di una buona dose di intelligenza, equilibrio e empatia oltre che essere in grado di amare in modo sano sarà certamente capace di farsi accettare e i figli non ci metteranno molto a capire che la serenità di mamma o papà vanno di pari passo l’apertura ad una nuova vita piena di stimoli ed affetti offerti ora da due case al posto di una.

Amore, allegria e un approccio positivo alla vita sono emozioni che meritano di essere cercate e vissute fino in fondo anche se non sarà semplice gestire la novità di un nuovo rapporto in perfetta armonia con tutti.

La Patchwork Families è una realtà in continua crescita che va di pari passo con l’aumento tristemente certificato di divorzi e separazioni (a tal proposito il portale smallfamilies.it offre davvero ottimi spunti).

Ancora oggi potresti non sentirti del tutto sicuro/a nel coinvolgere altri nella tua vita privata ma impostando il rapporto su solide basi di equilibrio, e comprensione delle esigenze altrui senza avere fretta la nuova famiglia allargata potrebbe rappresentare per te un’importante alternativa alla chiusura.

In conclusione un nuovo amore merita di essere accolto, apprezzato e perché no anche festeggiato!

Nella giornata di San Valentino separato, divorziato o reduce dalla delusione di una storia finita trova del tempo per coltivare il tuo Amore perché ogni bella avventura che la vita ti riserva merita di essere vissuta fino in fondo.

San Valentino è una ricorrenza dalle spiccate connotazioni commerciali è vero! ma non per questo anche noi, genitori separati o divorziati, dobbiamo sottrarci dal festeggiare il Sorriso e la Rinascita.

Lettera al papà di mio figlio: genitori separati si raccontano

È successo chissà quante volte ma ho deciso di raccontartelo ora….era venerdì, si venerdì pomeriggio , e stavo accompagnando nostro figlio da suo nonno, in attesa che tu arrivassi , nuovacompagna e nuovafiglia munito.

Era felicissimo di vederti. L’idea di passare qualche giorno in compagnia di questo padre giocherellone e “leggero”lo entusiasma, lo galvanizza ogni volta.

Lo osservavo dallo specchietto retrovisore e sai che cosa vedevo? Vedevo un bimbo bellissimo, molto solare e allegro. Un bimbo che è nato con qualche “difficoltà ‘ ma che io considero la gioia della mia vita e la cosa bella della mia esistenza

Un bimbo con una grande gioia nel cuore, che è quella che prova ogni volta che vede te e tuo padre.

Pensavo , proprio in quell’occasione, a quanto ho faticato per arrivare a questo risultato: un bimbo sereno con entrambi i genitori nonostante i numerosi problemi.

D’altronde mettiamoci anche nei suoi panni: in due anni ha visto i genitori prendere strade separate, suo padre è andato ad abitare in un’altra regione,lo vede ogni 15 giorni ( ma tu sai che per me potresti vederlo tutti i giorni e grazie a 2houses riusciamo comunque a condividere tutto!); ha nuova compagna e una nuova figlia….le emozioni sicuramente non gli saranno mancate.

Ma io osservandolo di straforo, immagini rubate, vedo un bambino a cui interessa poco chi si accoppia con chi ma che chiede solo di essere amato. Amato nonostante le sue “difficoltà “.E allora mi dico che sono stata proprio brava….mai una parola contro di te o la tua nuova famiglia, massima condivisione su tutto, sia sulle cose positive che quelle negative.

Certo, mi piacerebbe ogni tanto mi fosse riconosciuto che la gestione di un bambino per il 90 per cento del tempo è faticosa , che ti vorrei piu presente nelle situazioni di tutti i giorni, che desiderassi passare più tempo con tuo figlio. Questo sia per il bene di Lorenzo sia per me, non mi dispiacerebbe avere qualche ora “d’aria”.

A parte questo, direi che stiamo facendo un buon lavoro, sostenendo sempre la figura dell’altro genitore ed evitando qualsiasi tipo di scontro o critica davanti al bambino.

Riteniamoci, quindi, soddisfatti del nostro operato….abbiamo tra le mani un bambino meraviglioso, certo con alcuni limiti ma con grandi doti….e soprattutto sereno e pronto a vivere nel mondo con entusiasmo, aperto alla vita e alle esperienze.

E mentre lo guardavo nello spe cchietto retrovisore pensavo” siamo una bella squadra”!

E niente, volevo dirti questo.
La mamma di tuo figlio.

Separazione con Figli? Gengle.it può aiutarti !

Abbiamo intervistato la nostra amica Giuditta Pasotto, inventrice di GenGle.it e ci siamo presi la briga di farci spiegare da lei cos’è e come funziona il suo Social Network;  posto d’incontro unico nel suo genere che permette a noi, genitori separati o single di incontrarci e socializzare assieme ai nostri figli aiutando così a ri-costruire nella massima allegria e condivisione il tessuto sociale che sovente viene a disgregarsi dopo una separazione o divorzio

Abbiamo chiesto alla splendida Giuditta di voler dedicare due minuti del suo tempo per spiegare, a chi ancora non conosce, cos’è e come funziona:

 

Intanto perchè GenGle ?

GenGle è il primo social network dedicato ai Gen-itori Sin-gle per dare loro, e ai figli che lo accompagnano, l’opportunità di farsi una nuova cerchia di amici. Oggi giorno essere un Genitore Single è una circostanza comune, anzi molto diffusa.

Nella maggior parte dei casi un Genitore Single si trova in tale situazione a seguito di separazione o divorzio. Tuttavia, ad esempio, può essere Genitore Single anche il vedovo o la “ragazza madre”.

Nonostante la diffusione sociale di tale nuovo modello familiare, il Genitore Single è spesso escluso o emarginato ed ha maggiori difficoltà a conservare i propri rapporti sociali e/o ad instaurarne dei nuovi. Ciò si ripercuote inevitabilmente sul benessere dei figli, i quali avvertono il disagio di questa situazione e crescono sentendosi ingiustamente “diversi”.

Gengle è il social network che aiuta a superare queste difficoltà; iscriversi è semplice e veloce: l’unico requisito richiesto è quello di essere un genitore single.

Lo scopo che ci proponiamo non è quello di creare nuove coppie, ma una rete di amicizie per condividere il proprio tempo libero in compagnia dei propri figli, senza sentirsi isolati o svantaggiati dalla propria situazione…

“Mai più soli!!” è il motto di Gengle!!

Ci sono poi altri ascpetti aspetti meno noti; il sito di gengle.it è anche:

1)VACANZE E WEEK END: Pianificate delle vacanze o un week end in una città o al mare? Prima di cercare un albergo o un ostello provate a contattare i Gengle di quel posto potreste trovare qualcuno che vi ospita o semplicemente che vi possa aiutare nella ricerca dell’albergo e con cui poi condividere la vacanza!

2) BABY SITTER: Spesso capita di aver bisogno di una baby sitter ma non si sa dove andare a parare… il fatto di conoscere altri Gengle nella propria città può dar modo con il tempo di creare una nuova rete di amicizie e magari trovare o dei figli di Gengle grandi che possano assolvere a questo compito o delle persone che magari avendo i figli coetanei possano ospitare vostro/a figlio/a!

3) LAVORO: sul sito è attiva la sezione ‘JOBS’ dove sarà possibile per chiunque sia in cerca di lavoro scrivere una piccola presentazione… Non dobbiamo cercare troppo lontano quello di cui abbiamo bisogno a volte

4) MERCATINO DELLO SCAMBIO: la sezione del mercatino cerca & trovapermette di scambiare le cose che magari non usiamo più dei figli più grandi o quelle che vogliamo vendere dei figli più piccoli, l’idea è di fare un vero e proprio mercatino dello scambio on line, ma perchè no anche un’occasione per incontrarsi al momento dello scambio e conoscere nuovi Gengle!

5) CONSULENTI FAMIGLIARI, PSICOLOGI E AVVOCATI: il posto giusto dove trovare i migliori professionisti che da sempre si interessano  della Famiglia e delle vicende che girano intorno a questa!

6) CONVENZIONI: viviamo in anni di ristrettezze economiche e ancor di più queste ristrettezze sovente sono vissute in prima persona dai genitori separati. Su gengle.it potrete trovare moltissime convenzioni stipulate sovente dagli stessi Gengle. La solidarietà alla base!

Chi non fosse iscritto ancora al sito vi ricordiamo che E’ GRATUITO e che per la registrazione basta compilare il form che trovate qui: http://www.gengle.it/users/register

La bigenitorialità come funziona? : 10 regole

La bigenitorialità come funziona? dieci punti ai quali i genitori separati dovrebbero potersi rifare per alimentare e mantenere rapporti sani con tutta la famiglia e con i propri figli.

Pubblichiamo in anteprima la  prima guida di 2houses realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Alessandra De Sanctis e Sara Perdeboni Psicologhe e Psicoterapeute di Psicologia e Benessere

La guida è ora disponibile per l’Italia su supporto digitale a questo link: bigenitorialita-guida.it/ ci auguriamo che possa diventare uno strumento istantaneo ed utile sul quale trovare spunti e facili risposte ai quesiti che spesso noi, genitori separati ci poniamo in relazione alla bigenitorialità.

Presto arriveranno le guide su supporto cartaceo per tutti i Professionisti che ce ne faranno richiesta! e grazie alle collaborazioni che stiamo attivando in tutta Italia!

Per avere la copia cartacea scrivete a: alfonso@2houses.com

La #separazione è un momento di grande cambiamento nella vita delle persone coinvolte e solitamente conduce a grossi stravolgimenti dal punto di vista organizzativo, emotivo e comunicativo. Indubbiamente si va incontro a grosse difficoltà, che possono portare ad incomprensioni e momenti di tensione tra gli adulti, in cui a prevalere è la parte emotiva.

Tutto ciò può risultare incomprensibile per i bambini fino al punto di farli sentire spettatori invisibili e strumenti delle dinamiche coniugali.

Per evitare che si sviluppino queste relazioni disfunzionali è fondamentale che i genitori condividano un progetto di #bigenitorialità e che il “ponte parentale” sia sempre aperto ed alimentato in funzione del benessere del bambino.

Questa breve guida rappresenta un punto di partenza per condividere un’esperienza di #bigenitorialità utile alla costruzione di un nuovo equilibrio familiare positivo.

1 Comunicate in modo empatico ed efficace

Utilizzare uno stile comunicativo assertivo è molto importante in ogni fase della separazione. Quando comunicate la vostra decisione ai figli, ad esempio, fatelo insieme all’altro genitore, utilizzando un linguaggio semplice, adatto all’età e alla personalità di vostro figlio ed, inoltre, fatelo solo quando siete sicuri della vostra decisione. Questo tipo di comunicazione favorisce nei bambini la percezione che continui ad esserci un’alleanza genitoriale anche se non esiste più quella coniugale il che equivale ad alimentare la bigenitorialità; tale sensazione viene rafforzata dall’utilizzo di un linguaggio positivo, rispettoso e non denigrante nei confronti dell’ex partner e dei suoi familiari.

2 Siate onesti e lasciate spazio alle emozioni

Parlare delle vostre emozioni in modo sincero ed autentico, consente ai bambini di lasciarsi andare ai propri sentimenti senza vergogna o paura. Chiaramente, l’espressione delle emozioni non deve diventare una valvola di sfogo della propria rabbia o disperazione perché potrebbe diventare per vostro figlio un modello negativo che condizionerà la sua vita affettiva. Lasciare spazio alle emozioni può essere, invece, un’occasione di educazione emotiva, oltre che una modalità di condivisione che rafforzerà il vostro rapporto. Allo stesso modo, per non lasciare che i vuoti vengano colmati dal senso di colpa, un suggerimento utile è quello di essere onesti sui motivi che hanno determinato la fine del rapporto, evitando di entrare troppo nei dettagli, ma lasciando spazio a dubbi e domande.

3 Rassicurate i vostri bambini

Per i bambini è difficile differenziare la separazione coniugale dal legame genitoriale, per cui tendono a pensare che l’allontanamento tra i genitori corrisponda alla fine del legame affettivo genitore-figlio. Il “sentirsi al centro”, tipico dei bambini più piccoli, li porta a credere di essere la causa di tutto ciò che accade e, quindi, anche della fine del legame coniugale. Intervenire, spiegando che la separazione è solo una vostra decisione e che i bambini non hanno alcuna responsabilità, ha una funzione rassicurante e rappresentativa del vostro amore immutato. Cercate di coccolarli un po’ di più, passate del tempo insieme, leggete delle storie a tema, spiegando loro che la decisione di separarsi è definitiva per evitare illusioni e inutili tentativi di riconciliazione.

4 Tutta la famiglia è importante!

Per far comprendere ai bambini che dopo la separazione la mamma e il papà saranno sempre presenti con il loro affetto, è importante che gli adulti mantengano la comune responsabilità genitoriale, consultandosi sulle decisioni da prendere e trovando una soluzione condivisa. E’ sicuramente d’aiuto a creare un clima sereno, fare in modo che i bambini passino del tempo con entrambi i genitori e con il resto della famiglia: questo significa rispettare e incoraggiare le visite, permettere le telefonate all’altro genitore, programmare del tempo da passare con nonni, zii e cuginetti, trascorrere insieme ad entrambi i genitori feste di compleanno e occasioni importanti in modo da trasmettere unione e affetto. Non dimentichiamo che i familiari sono punti di riferimento nella vita dei bambini e rappresentano una valida risorsa in caso di bisogno. 

5 Ecco cosa potete evitare

  • Parlar male, screditare o denigrare l’altro genitore con i vostri figli; cercate, piuttosto, di sottolineare i suoi lati positivi, anche se questo può costarvi fatica.
  • Mettere in mezzo alle questioni “da adulti” i vostri figli, utilizzandoli come: complici o alleati contro l’altro genitore, messaggeri o testimoni di ciò che l’altro fa o dice, giudici o arbitri dei vostri comportamenti.
  • Litigare davanti ai figli (soprattutto in caso di separazione ad alta conflittualità!), utilizzando parole e comportamenti di tipo aggressivo; è da evitare anche l’aggressività di tipo passivo, caratterizzata da sottili provocazioni e atteggiamenti ostili che i bambini percepiscono ugualmente.
  • Infangare il passato dei vostri figli con falsi ricordi o inibire quelli positivi costruiti con uno o entrambi i genitori; è importante che condividano con voi anche i ricordi negativi, fanno parte della sua storia!

6 Stabilite una nuova routine

serve ai bambini per gestire l’ansia che deriva dal non sapere cosa accadrà nell’immediato ed, inoltre, è utile a sviluppare delle nuove strategie di adattamento a ciò che di nuovo stanno vivendo. Questo è il motivo per cui è consigliabile cercare di modificare il meno possibile le abitudini dei bambini, ma se ci si trova a dover affrontare dei cambiamenti, un buon suggerimento per favorire l’adattamento è quello di stabilire al più presto una nuova routine.

Qualche idea per facilitare il cambiamento potrebbe essere: comunicare in modo chiaro –  ad esempio preparando insieme un tabellone – i giorni e gli orari in cui starà con l’uno o l’altro genitore; continuare a far riferimento alle regole che avevate stabilito in precedenza, evitando troppa indulgenza; infine, se possibile, cercare di fare vivere i figli nella casa in cui sono cresciuti o almeno, nella stessa zona i cui si trovano i loro riferimenti come amici, scuola e attività sportive.

7 Siate adulti responsabili

Ricordatevi sempre che il benessere dei vostri figli viene prima di qualunque cosa! Comportatevi da genitori e adulti responsabili e impegnatevi a superare questo momento difficile, cercando di elaborare la rabbia e la tristezza. I vostri bambini imparano da voi, siete il loro modello! Fate attenzione ai segnali che vi mandano ed aiutateli ad esprimere la paura e la rabbia senza rimandare o reprimere le loro emozioni.

Spesso, infatti, fanno fatica a verbalizzare il disagio, ma facilmente lo manifestano attraverso il corpo con mal di pancia, enuresi.. o attraverso comportamenti insoliti come reazioni aggressive, chiusura, atteggiamenti rifiutanti.

Se sentite di non farcela da soli, non abbiate timore di chiedere aiuto ed affidatevi a professionisti esperti che possano sostenervi ed aiutarvi di fronte alle difficoltà.

8 Fate un piano per il vostro futuro

Dopo il percorso di elaborazione della separazione, arriverà finalmente il momento in cui vi sentirete pronti per guardare al futuro. Si chiude con il passato per ricominciare a vivere e ad elaborare un nuovo progetto di vita personale. Potete scegliere di vivere questo momento come un’opportunità di rinascita: smettete di lamentarvi o dare colpe, fate una lista di obiettivi a breve, medio e lungo termine, concentratevi sul presente e passate all’azione facendo ciò che vi rende felici. La resilienza è un dono prezioso e un grande insegnamento per i vostri bambini perché così, da voi, impareranno che insieme si possono superare tutti i momenti difficili e che si può vedere il lato positivo in ogni situazione.

9 Rispettate i tempi per introdurre il nuovo partner

Quando vi sentirete pronti ad andare avanti con la vostra vita potrete aprirvi ad una nuova relazione affettiva. Non è detto, però che anche i vostri figli siano pronti ad accettare una nuova presenza, per cui cercate di rispettare i loro tempi. Presentate il nuovo partner solo quando siete sicuri dei vostri sentimenti e utilizzate le modalità e il linguaggio più adatto alla personalità e all’età di vostro figlio. Cercate di rispettare i ruoli: evitate di creare ambiguità introducendo il partner come terzo genitore e favorite, invece, un rapporto positivo ed affettuoso tra di loro in modo da alimentare un clima armonioso e di fiducia nell’intero nucleo familiare.

10 Sfruttate la tecnologia!

Una buona comunicazione e un’organizzazione efficace della nuova situazione familiare, permettono di migliorare la qualità dei rapporti tra gli ex coniugi in funzione del progetto di bi-genitorialità.

La moderna tecnologia ci viene in aiuto con la sempre crescente diffusione di nuove applicazioni create per esaudire ogni richiesta: inviare messaggi istantanei, scambiarsi fotografie dei momenti più belli, condividere appuntamenti, informazioni e documenti… L’avere accesso alle informazioni sui propri figli quando non si è presenti e vedere cosa stanno facendo attraverso le fotografie condivise, abbassa l’ansia e diminuisce la conflittualità, rendendo la vita di tutta la famiglia più serena.

Comunicazione e Condivisione Un’ottima soluzione per facilitare la comunicazione è #2houses!Il

vantaggio di 2houses è quello di riunire in un’unica applicazione tutte le funzioni che permettono una comunicazione immediata, chiara e condivisa tra ex partner, familiari e professionisti, mettendo al centro di tutto l’interesse dei bambini.

2houses è una straordinaria opportunità per i genitori di gestire insieme la vita dei loro figli, seguendoli nelle varie tappe dello sviluppo, partecipando alle attività e agli eventi della loro crescita e rendendo partecipe anche l’altro genitore.

Si possono condividere eventi in calendario, documenti importanti, spese in comune, contatti di riferimento e album fotografici; in questo modo i bambini si possono sentire sempre al centro dell’attenzione familiare e i rapporti tra i genitori possono diventare più semplici grazie all’assenza della componente emotiva tipica dei confronti diretti.